La riforma Gelmini. Voglio effettuare un’analisi sul Decreto Legge 10 Novembre 2008 n.180. Molti ne parlano senza sapere cosa contenga. E vengo a spiegare perchè. Art.1, comma 1: Innanzitutto, incredibilmente c’è una nota positiva: vengono divise le università tra virtuose e non virtuose. Chi ha sfondato il tetto della spesa del 90% del bilancio per il personale, non potrà più fare assunzioni. Il blocco totale è penalizzante per gli studenti, ci sarà sempre meno personale, al di la dei professori, ma anche del personale amministrativo, biblotecario.
Art.1, comma 3: le università virtuose, che si sono attenute al tetto spesa fissato, avranno un “blocco parziale” delle assunzioni, in quanto “possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al cinquanta per cento di quella relativa al personale a tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio nell’anno precedente“. Questo è un controsenso. Perchè una università virtuosa, deve avere questo blocco parziale? Ciò si spiega solo ed esclusivamente con la logica del taglio netto.
Una sorta di contentino, a prima vista positivo, lo troviamo ancora nell’articolo 3: “Ciascuna università destina tale somma (si fa riferimento al 50% precedente, ndr) per una quota non inferiore al 60 per cento all’assunzione di ricercatori a tempo determinato e indeterminato e per una quota non superiore al 10 per cento all’assunzione di professori ordinari“. Dove sta il problema, anzi i problemi. Questo puntare sui ricercatori è, a mio avviso, senza successo perchè, innanzitutto, dovranno sobbarcarsi un carico di lavoro molto elevato, proprio perchè dovranno andare a tappare i buchi lasciati dalla mancanza di professori. Ciò non permetterà una loro specializzazione completa, Secondo punto, non avendo molte prospettiva di crescita, e con tutti i fenomeni frustranti ormai noti, ci ritroveremmo ricercatori di 50 anni che non saranno mai professori ordinari.
Art 1 Comma 4, sui concorsi relativi ai professori ordinari li tralascio. Anche si ci sarebbero da dire diverse cose… Ma sono la conferma del fatto che chi scrive queste leggi, non sa veramente di cosa parla.
I primi articoli, che sono quelli che interessano maggiormente noi studenti, indicano chiaramente che si tratta di un taglio puro. Dove sta la razionalizzazione? Si razionalizza come? Come si può avere una università più efficente in questa maniera? Il blocco totale per i non virtuosi, e l’incomprensibile semi – parziale per i virtuosi, peggioreranno le condizioni degli studenti in modo molto marcato e le risorse a dispozione dei ricercatori, si tramuteranno in un nulla di fatto, quando saranno costretti a sorbirsi un carico di lavoro così grande, data la carenza di personale.
Fonte: Sicoblog.com

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