Post contrassegnati da tag 'Marco Travaglio'

Il numero 1

Si, Belusconi è davvero il numero 1.
Se in positivo o in negativo lo lascio giudicare agli altri.
Dopo aver tentato di salvare Rete 4 inserendo una norma alquanto strana: aspettare il 2012, anno in cui è prevista l’introduzione del digitale terrestre. Nel frattempo noi pagheremo la sua multa, fatta dall’UE, per non aver assegnato le frequenza al leggittimo vincitore dell’asta, Europa 7.
Interessante è anche l’articolo di Marco Travaglio sull’accaduto.
Non contento, ha cercato anche di mandare in prescrizione il processo che lo riguarda, circa la corruzione in atti giudiziari dell’avvocato Mills. Anche Di Pietro ha scritto di questo sul suo blog.
Dovremmo abituarci a 5 anni pesanti secondo me. Speriamo di limitare i danni…

Marco Travaglio in diretta straming ogni lunedì alle 14.00

Dopo i numerosi attacchi per aver detto solo la verità, Marco Travaglio sarà in diretta streaming ogni lunedì alle ore 14 sul blog di Beppe Grillo, ma vi sono le istruzioni per permettere di ascoltarlo anche in tutti i vari siti e blog che lo desiderano. Una bella iniziativa, in quanto le voci libere a cui viene consentito di parlare sono sempre meno.

La Moratti fa fuori Sgarbi dopo l’ennesima figuraccia

Finalmente, con un colpo a sorpresa come quello di sceglierlo all’interno di un comune, la Moratti ha deciso di far fuori Sgarbi dalle sue funzioni presso il comune di Milano.
Le ragioni dell’azione sarebbero la mancanza di rispetto nei confronti della giunta e dei cittadini in due occasioni: la mostra gay patrocinata con una delibera non vera e la pessima figura fatta in televisione ad Annozero, dove il critivo aveva coperto di insulti il giornalista Marco Travaglio.
Sgarbi, tornato subito a Roma, ha commentato: “Considero irricevibili le ragioni che hanno spinto il sindaco al ritiro delle mie deleghe, oltre che profondamente lesive della mia dignità”, ha detto Sgarbi commentato l’annuncio del ritiro del suo incarico.

Mastella da Ceppaloni si dimette, la moglie arrestata… Lui è sotto inchesta

Clemente Mastella si è dimesso dopo che la moglie è stata arrestata e anche lui è indagato… Beh finalmente mi sento di dire… Nel discordo sulle sue dimissione ha usato le stesse solite frasi di rito.. che ormai non fanno più effetto: intercettazioni manipolite (senza citarne il contenuto e non si sa da chi), giudici colpevoli di averlo messo sotto inchiesta.. e che cavolo.. ma su.. lui è un politico ceppalonico… non può essere messo sotto inchesta.. eeeh.. non si fa eeh.. vecchi sporcaccioni…Per commentare questa notizia riposto la lettera che Marco Travaglio ha scritto a Beppe Grillo:

Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta “Why Not” avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse – che nessuno conosce – sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato “solidarietà umana” al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un “fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli” (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l’immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, “questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo”. Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?.”

Il sistema bancario italiano e Geronzi. Di marco travaglio

Qualche battuta di Marco Travaglio sul sistema bancario italiano e Geronzi.


Seguimi su twitter

Seguimi su Twitter