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Mastella non si ricandida. Addio per sempre?? SPERIAMO

«Sconfitto, prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo, rinuncio a candidarmi».

«Sconfitto per una costante e manipolata disiformazione con la pubblica opinione, determinata da una scientifica operazione di linciaggio morale contro di me, costruita mediaticamente, politicamente e giudiziariamente, sono diventato una sorta di uomo nero, di cui liberarsi e sul quale scaricare tutte le responsabilità del sistema politico. Stretto nella tenaglia, ho retto fino a quando ho potuto sapendo di avere subito ingiustizie clamorose e ben cosciente della mia onestà e innocenza».

«Mentre ringrazio quanti, anche in queste ore, mi spingono a restare sul terreno di gioco, ho deciso di non candidarmi al parlamento italiano per le prossime elezioni politiche. Spero così di essere anche più libero e di ritrovare finalmente una serenità che con violenza e ad arte mi è stata tolta, confesso che un pò di amarezza in tutto questo c’è, ma forte anche della cultura e della saggezza contadina del mio sud, non mi arrendo e se, e qualora ci saranno condizioni diverse, dò l’arrivederci a quegli amici che generosamente e in modo solidale mi sono stati vicino».

«Nessuna ipotesi di candidatura né per la moglie del segretario dei popolari Udeur, Clemente Mastella, né per i figli»

Mastella lascia la maggioranza

“Lascio la maggioranza – ha dichiarato Clemente Mastella, l’ex Guardasigilli, annunciando che “non c’è più il governo”. Mastella ha spiegato di aver preso del mancato sostegno della maggioranza dopo che le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto.

Mastella da Ceppaloni si dimette, la moglie arrestata… Lui è sotto inchesta

Clemente Mastella si è dimesso dopo che la moglie è stata arrestata e anche lui è indagato… Beh finalmente mi sento di dire… Nel discordo sulle sue dimissione ha usato le stesse solite frasi di rito.. che ormai non fanno più effetto: intercettazioni manipolite (senza citarne il contenuto e non si sa da chi), giudici colpevoli di averlo messo sotto inchiesta.. e che cavolo.. ma su.. lui è un politico ceppalonico… non può essere messo sotto inchesta.. eeeh.. non si fa eeh.. vecchi sporcaccioni…Per commentare questa notizia riposto la lettera che Marco Travaglio ha scritto a Beppe Grillo:

Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta “Why Not” avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse – che nessuno conosce – sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato “solidarietà umana” al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un “fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli” (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l’immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, “questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo”. Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?.”

Inchiesta sulla sanità in Basilicata: intercettati Mastella e 8 parlamentari

Mentre il parlamento sta mettendo a punto la nuova legge sulle intercettazioni, nove suoi componenti- quattro deputati e cinque senatori – sono stati ascoltati al telefono, per caso, durante un’indagine su presunti casi di corruzione nella settore della sanita’ in Basilicata. Titolare dell’inchiesta e’ il pm Henry John Woodcock, il magistrato noto per aver indagato su ‘vallettopoli’ e per aver chiesto ed ottenuto l’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia.

I nove parlamentari intercettati sono il ministro della giustizia Clemente Mastella, deputato dell’Udeur; il sottosegretario allo sviluppo economico Filippo Bubbico (senatore dei Ds); i deputati Salvatore Margiotta (Margherita), Mauro Fabris (Udeur) e Paolo Del Mese (Udeur); e i senatori Antonio Boccia (Margherita), Emilio Nicola Buccico (An), Giancarlo Pittelli (Forza Italia) e Stefano Cusumano (Udeur).

Tutte le intercettazioni telefoniche – che risalgono al primo trimestre dello scorso anno – sono state indirette, dal momento che i telefoni sotto controllo erano quelli degli interlocutori dei parlamentari. Ma, secondo il pm, non tutte le conversazioni sono da ritenersi indifferenti all’inchiesta: Woodcock ne vuole utilizzare diverse ed ha chiesto al gip Gerardina Romaniello, che per ora ha disposto la trascrizione delle telefonate, di inoltrare richiesta di autorizzazione al Parlamento.

“Saro’ io stesso a chiedere che venga autorizzata dalle Camere la richiesta del pm Woodcock a utilizzare le intercettazioni che del tutto indirettamente riguardano alcune conversazioni con parlamentari dell’Udeur. E questo anche se l’ampia divulgazione che i media fanno dei contenuti delle telefonate, in questo come in altri casi, la rende praticamente inutile”. Lo afferma il ministro della Giustizia e segretario dell’Udeur, Clemente Mastella.

FONTE: RaiNews 24


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