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WiMax – La nuova frontiera di internet per tutti

Mercoledì 30 si sono aperte le buste delle offerte per la gara WiMax. Il Ministero delle Comunicazioni farà sapere, cioè, chi dei 29 operatori che ne hanno fatto domanda si aggiudicherà le frequenze dei sistemi Broadband Wirless Access, cioè quelle frequenze radio che promettono di rendere universale l’accesso alla Rete. In lizza i maggiori operatori attivi in Italia. Telecom Italia, Wind e Fastweb, mentre hanno preferito rimanere fuori dalla competizione Vodafone, H3G, BT Italia, Alcatel-Lucent e Eutelia. A parte i tre colossi della banda larga, a tentare di aggiudicarsi le frequenze della tecnologia più democratica mai arrivata in Italia si sono presentati anche ben 26 operatori alternativi. In Italia al momento WiMax è una tecnologia ancora in fase di sperimentazione e solo sulla frequenza di 3,5 Ghz. Dei 200 MHz previsti saranno concessi mercoledì soltanto 35+35 MHz attraverso aste su base regionale. Le licenze da indirizzare sono in tutto 35, 14 delle quali verranno assegnate mercoledì divise per 7 macroaree geografiche e altre 21 da destinare su base regionale.«WhyMax?»
Cos’è, perché e come WiMax? A 24 ore dall’assegnazione delle frequenze, Nokia Siemens Networks ha organizzato un convegno (”WhyMax?”) per dare risposte alle domande più ricorrenti. Insomma, come tutte le novità tecnologiche da cui ci si aspetta molto in quanto a risoluzione del divario digitale che incombe in Italia, sulla linea dello start si prova a capire come partire e dove ci si aspetta di arrivare. Iniziamo dal principio.

In principio era la banda larga, quella tecnologia velocissima che – secondo Between, Osservatorio Banda Larga, è riuscita a portare in 5 anni al 93 per cento della popolazione italiana l’accesso veloce alla Rete. Ma se si può parlare di un aumento delle percentuali di accessi, e i dei comuni digitalizzati, il gap digitale in Italia resta comunque alto rispetto alla media europea. Ossia l’Italia è coperta dalla rete solo a macchia di leopardo, cioè la copertura del territorio con accesso ad internet registra un grado di penetrazione pari al 15 per cento contro il 18 della media europea. Questo è il divario digitale (digital divide). La ragione di questa differenziazione digitale è facile da spiegare. Niente infrastrutture, niente internet. Città e paesi di montagna, territori fuori dalle aree metropolitane vedono ancora internet veloce come una chimera. Ora c’è il WiMax. Internet senza fili, tecnologia d’accesso a reti di comunicazione a banda larga attraverso onde radio, cioè Bwa, Broadband Wireless Access. Così a chi sperava di ottenere almeno un filo di rame – tecnologia finora predominante- a cui collegarsi, WiMax promette una piccola stazione radio base in grado di coprire un raggio di 50 km. Tutto senza equipaggiamenti particolari. Basta un’antenna per accedere alla fornitura di frequenze da una stazione base. E in più senza scavi per la posa dei cavi WiMax promette anche di ridurre sensibilmente i costi e aumentare la disponibilità delle tecnologie wireless a banda larga.

Il WiMax per tutti

Ma la promessa del WiMax sta nella sua capacità di arrivare ovunque, anche grazie a apparati di piccole dimensioni che si possono installare in posti sperduti. Lo ha dimostrato durante il convegno romano la Nokia Siemens Network presentando Flexi WiMax, una stazione radio piccola ed ecologica al punto che si autoalimenta con l’energia solare. «WiMax è verde – spiega Roberto Loiola, capo della regione Sud Est Europa della Nokia Siemens – verde perché di impatto ambientale inferiore alle altre reti mobili e verde perché permette l’accesso all’Adsl anche a quella parte di popolazione per cui l’accesso all’energia elettrica è ancora difficile se non impossibile. In più, continua Loiola, questa di WiMax è considerata una tecnologia complementare e non sostitutiva perché permette l’accesso ad internet a chi non potrebbe, ma è anche in grado di comunicare con le altre tecnologie già esistenti, sia fisse che mobili».

Fonte: L’Unita Online

WiMax – 29 offerte nell’asta pubblica

WiMax

E’ scaduto il termine per la presentazione delle offerte per l’asta di assegnazione delle frequenze del WiMax.
Il Ministero delle Telecomunicazioni comunica che sono pervenute ufficialmente 29 offerte di altrettante aziende interessate allo sfruttamento di tale tecnologia.
Finisce qui dunque la prima parte della procedura di assegnazione delle licenze per il WiMax.
Prossimo step l’apertura delle buste con le offerte. Tale procedura avrà luogo in seduta pubblica il 30 Gennaio 2008 alle ore 10 del mattino.
Qui verranno valutate la validità delle offerte che da regolamento dovranno soddisfare precisi requisiti.
Successivamente finalmente verranno assegnate le licenze vere e proprie.
Il Ministro delle Telecomunicazioni Gentiloni, si dice molto soddisfatto su come sta proseguendo l’iter dell’asta pubblica.
Il fatto che siano 29 le offerte la dice lunga sulla bontà del progetto.
Non rimane dunque che attendere un paio di settimane per assistere all’apertura delle buste e finalmente arriveremo verso la fine di un percorso che è stato davvero troppo lungo e tortuoso.

Fonte: OneADSL


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